Here’s Little Richard

“Venivo da una famiglia in cui a mio padre non piaceva il rhythm and blues: Bing Crosby, Pennies from Heaven,
Ella Fitzgerald. Ecco tutto ciò che mi capitava di ascoltare. E sapevo che c’era qualcosa che poteva essere più rumoroso, ma non sapevo dove trovarlo. E poi lo scoprii in me”

Little Richard a Rolling Stone nel 1970.

“Here’s Little Richard” è il suo album di debutto, pubblicato nel Marzo 1957. Nel 2003 si classificò 50° nella lista del magazine Rolling Stone dei “500 migliori album di tutti i tempi”.

 L’album è una vera e propria carica esplosiva di Rock and Roll, oltre a “Tutti Frutti” contiene tra le più famose canzoni del genere, che negli anni a venire s’imposero come standard. Di seguito le tracce che lo compongono:

  1. “Tutti Frutti” (Richard Penniman, Dorothy LaBostrie, Joe Lubin) – 2:25
  2. “True Fine Mama” (Penniman) – 2:43
  3. “Can’t Believe You Wanna Leave” (Lloyd Price) – 2:28
  4. “Ready Teddy” (Robert Blackwell, John Marascalco) – 2:09
  5. “Baby” (Penniman) – 2:06
  6. “Slippin’ and Slidin’ (Peepin’ and Hidin’)” (Penniman, Eddie Bocage, Al Collins, James Smith) – 2:42
  7. “Long Tall Sally” (Enotris Johnson, Blackwell, Penniman) – 2:10
  8. “Miss Ann” (Penniman, Johnson) – 2:17
  9. “Oh Why?” (Winfield Scott) – 2:09
  10. “Rip It Up” (Blackwell, Marascalco) – 2:23
  11. “Jenny, Jenny” (Johnson, Penniman) –2:04
  12. “She’s Got It” (Marascalco, Penniman) –2:26

DOWNLOAD! L’album completo è possibile trovarlo QUI

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“Tutti Frutti” – Little Richard

Credo che ognuno di noi abbia cantato almeno una volta:
« Wop bop a loo bop a lop bam boom! »

E’ “Tutti Frutti”, il primo singolo di Little Richard, pubblicato nel 1955, entrato alla 17ª posizione delle classifiche statunitensi, nella 2ª nella classifica R&B statunitense e nella 22ª in quella britannica dei singoli.

Tutti Frutti«Ho avuto tutti-frutti in repertorio per anni», pare abbia dichiarato Little Richard. «Ma non mi era mai passato per la testa che fosse un pezzo che valesse la pena registrare su disco». Questo almeno fino a che il produttore Robert “Bumps” Blackwell non chiese a Dorothy LaBostrie – una giovane songwriter del Kentucky che da tempo lo assillava chiedendo di essere messa alla prova – di “ripulire” quel testo indecente che, tanto per non girarci intorno, alludeva al sesso anale (“Tutti Frutti, good booty / If it don’t fit, don’t force it / You can grease it, make it easy…”). «Così», raccontò Blackwell, «appena 15 minuti prima che il turno in sala di registrazione scadesse, arriva la ragazzina (LaBostrie, ndr) e mi mette sotto il naso quel suo testo banale». Banale, ma perfetto per passare attraverso le maglie della censura.
La canzone, con la sua celebre frase sopracitata, un’onomatopea dell’introduzione della batteria, divenne non solo un modello per le canzoni future di Little Richard, ma di tutto il Rock and Roll, grazie anche alla carica animalesca di Little Richard, insieme alla sua potente voce, affilata come una lama.