Jacques Dutronc

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“Pur essendo un fenomeno abbastanza commerciale, l’idolo di tutte le ragazze Yé Yé francesi sapeva emanare quell’aurea da rock star e pazzo schizofrenico che molto si addice alle sue canzoni (Steve Muvjele – Giugno 1967)”

ImageCantante, cantautore e attore cinematografico, Jacques Dutronc si guadagnò la popolarità in Francia grazie alle sue canzoni che incarnavano perfettamente lo spitiro di ribellione che caratterizzava gli anni sessanta. Seppe mischiare elementi della musica pop e dello stile Yé-Yé a sonorità più rock e garage. Estremamente fotogenico, dotato di molto carisma sia sul palco che davanti alle telecamere con i suoi testi spesso ironici e deficienti riuscì dal 1966 fino ai primi anni settanta a diventare un baluardo della ribellione di quei giovani bruciati che avevano voglia di divertirsi senza pensare troppo ai grandi problemi della vita e di tutta quella generazione di teenager che per prime conquistarono la loro emancipazione sessuale.

ImageRiuscì a diventare così popolare che divenne il compagno e poi successivamente il marito di una delle pupe più belle di tutta la Francia: Françoise Hardy. Oggi i suoi 45 giri sono molto ricercati; canzoni come “Et Moi et Moi, et Moi,” “On Nous Cache Tout, On Nous Dit Rien,” “Les Play-Boys,” sono entrate nella cultura popolare.

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Qui di seguito pubblico due dei due testi più divertenti che ho voluto tradurre personalmente:

L’Idole (Je N’en Peux Plus) – L’Idolo (Non ce la faccio più)


Toute la journee derriere moi
Et toute la nuit sur le dos
Dans la chaleur ou dans l’froid
Ils me poussent sur les treteaux
Leurs galas leurs recitals
J’en ai vraiment plein l’dos
Et a tous ces bourreaux
Je souhaite le supplice du palIlsvont me tuer
Je vais crever
Tous ils m’exploitent
Jusqu’a me battreEt puis mon impresario
Il s’enrichit sur mon dos
Non coco faut l’faire
C’est pour minuterie
Les filles qui s’jettent sur moi
Celles qui escaladent le toit
Celles qui disent et moi et moi
Oh comme je m’en mords le chinoisJe n’en peux plus
Ils vont me tuer
Oui ils m’ont eu
Je vais crever

Mais l’pire c’est qu’mon parolier
Non seulement il est fou a lier
Mais il voudrait m’faire chanter
Que des histoires d’obsedes
Je n’dors plus je n’mange plus
J’ai maigri je suis aigri
J’suis malade j’fais plus pipi ni caca
J’suis pas vieux mais j’en peux plus

Je n’en peux plus
Ils vont me tuer
Oui ils m’ont eu
Je vais crever
Aidez-moi j’vous en supplie
A r’trouver l’gout d’la vie
Aidez-moi j’vous en conjure
J’me tape la tete contre les murs

Je n’en peux plus
Je vais pleurer
Je suis foutu
Ils vont me tuer
Au secours au secours au secours…

Tutto il giorno mi vengono dietro,
e la sera mi saltano in groppa,
con il caldo e con il freddo,
mi spingo sul palco,
alle serata di gala, ai loro recital,
ne ho veramente piene le palle,
e tutti questi carnefici
vorrei impalarli.Mi uccideranno,
morirò,
tutti mi sfruttano
per combattere.E pure il mio impresario,
si arricchisce alle mie spalle,
non posso neanche avere
un minuto libero
le ragazze si buttano su di me,
quelle che si arrampicano sui tetti,
quelle che gridano “è mio! è mio!”,
oh come mi mordo il cazzo!Non ce la faccio più,
mi vogliono uccidere,
lo vogliono
e morirò.

Ma il peggiore è il mio paroliere,
non solo è un pazzo furioso,
ma mi vorrebbe far cantare
le storie degli ossessionati,
non riesco a dormire,
non riesco a mangiare,
sono dimagrito e raggrinzito
sono malato non faccio più la pipì e la cacca

Non ce la faccio più,
mi vogliono uccidere,
lo vogliono e morirò.

Aiutatemi vi supplico
a ritrovare il gusto di vivere,
aiutatemi vi supplico,
mi sto spaccando la testa contro un muro

Non ce la faccio più,
mi viene da piangere,
sono fottuto, mi vogliono uccidere,
aiutatemi, aiutatemi, aiutatemi!

La Fille Du Père Noël – La figlia di Babbo Natale

Je l´ai trouvée au petit matin
Toute nue dans mes grands souliers
Placés devant la cheminée
Pas besoin de vous faire un dessin

De battr´ mon cœur s´est arrêté
Sur le lit j´ai jeté mon fouet
Tout contre elle je me suis penché
Et sa beauté m´a rendu muet

Fatigué j´ai la gueule de bois
Toute la nuit j´avais aidé mon père
Dans le feu j´ai remis du bois
Dans la ch´minée y avait pas son père

C´était la fille du Père Noël
J´étais le fils du Père Fouettard
Elle s´appelait Marie Noël
Je m´appelais Jean Balthazar

Je prends la fille dans mes bras
Elle me dit mais non Balthazar
Ne fais donc pas le fier à bras
Je suis tombée là par hazard

Toute la nuit j´avais fouetté
A tour de bras les gens méchants
Toute la nuit elle avait donné
Des cadeaux à tous les enfants

C´était la fille du Père Noël
J´étais le fils du Père Fouettard
Elle s´appelait Marie Noël
Je m´appelais Jean Balthazar

Descendue chez moi par erreur
Elle était là dans mes souliers
Et comm´ je ne pouvais prendre son cœur
Je l´ai remise sur le palier

C´était la fille du Père Noël
J´étais le fils du Père Fouettard
Et elle m´a dit d´une voix d´crécelle
Bye bye au hasard Balthazar

C´était la fille du Père Noël
J´étais le fils du Père Fouettard
Elle s´appelait Marie Noël
Je m´appelais Jean Balthazar

L’ho trovata di mattina presto
tutta nuda nelle mie grosse scarpe,
proprio davanti al camino,
non c’è bisogno che ve lo spieghi.

Per un momento il mio cuore si è fermato,
sul letto ho buttato la mia frusta,
andai verso di lei
e la sua bellezza mi ammutolì.

Stanco, ho un dopo sbronza,
ho aiutato mio padre tutta la notte,
ho messo la legna nel fuoco,
ma nel caminetto non c’era suo padre.

Era la figlia di Babbo Natale
E io ero il figlio del Babau
Lei si chiama Marie Noel
Io mi chiamo Jean Balthazar

Ho preso la ragazza fra le braccia
e lei mi ha detto ma no Balthazar
Non montarti la tesa
sono cascata qui per caso

Tutta la notte ho frustato
con tutta la mia forza le persone cattive
e per tutta la notte
ho dato doni ai bambini buoni

Era la figlia di Babbo Natale
E io ero il figlio del Babau
Lei si chiama Marie Noel
Io mi chiamo Jean Balthazar

Venne a casa mia per sbaglio
Lei era qui nelle mie scarpe
E come non ho potuto rapire il suo cuore?
Le ho messo la schiena sulla porta

Era la figlia di Babbo Natale
Io ero il figlio del Babau
E lei mi ha detto con una voce stridula
Bye bye per sempre Jean Balthazar

Era la figlia di Babbo Natale
E io ero il figlio del Babau
Lei si chiama Marie Noel
Io mi chiamo Jean Balthazar

Paint It, Black – Rolling Stones

“Ogni volta che mi facevo di acido e ascoltavo questa canzone alla fine riuscivo a comprendere la reale natura del mondo: un continuo ciclo di nascita e morte… e la morte era tutta pitturata di nero, e io le sparavo in faccia il disco degli Stones.”

Ragazzi, qui non si scherza più un cazzo. Questo è un blog sul rock’n roll e per comprendere questo brano non basta parlare di musica… Dovete elimina ogni sbarramento mentale, e sapere che Paint it Black equivale ad un incontro ravvicinato del terzo tipo con la divinià del Rock in persona. Il suo ritmo assennato sarebbe in grado di resuscitare i morti di un cimitero per rispedirli immediatamente nelle loro tombe a calci nel culo, e proprio di morte si parla e del nero che attanaglia.

Se v’è mai stato un momento nel quale i Rolling Stones abbiano venduto l’anima la diavolo, è questo; e probabilmente la contropartita di quell’anima è stato proprio il corpo di Brian, immolatosi in quella piscina affinchè potessimo godere nei secoli dei secoli di questa meraviglia sonora.

La canzone fu realizzata dai Rolling Stones il 13 maggio 1966 e il singolo uscì in due differenti versioni, quella inglese che ha come lato b il brano “Long Long While” e quella americana con “Stupid Girl“; è in oltre presente nell’album “Aftermath” pubblicato dalla Decca lo stesso anno.

Nelle immagini seguenti si possono vedere le due copertina del singolo nella versione inglese e per gli States con  il relativo logo della London (la corrispettiva decca per i prodotti riervati al pubblico americano).

Vengono riconosciuti come autori dei brani Mick Jagger e Keith Richards anche se tutta la band contribuì alla composizione del brano. La canzone nacque in sala incisione , quando Bill Wyman (storico bassista) improvvisò all’organo uno scherzoso motivetto, parodia delle musiche da matrimoni ebraici: quello sarebbe diventata la base della canzone, Charlie Watts si intromise con una prepotene batteria picchiata, Keith ne ideò il riff e Brian Jones aggiunse l’arpeggio di Sitar, ispirato da George Harrison nell’abum Rubber Soul;in un intervista Keith ha affermato: <<Eravamo alle Fiji per tre giorni. Là costruiscono sitar e cose del genere e così li abbiamo provati in studio. Il sitar era perfetto per ottenere il suono giusto per Paint It Black>>.

Mick Jagger si occupò del testo, che scrisse interamente di suo pugno; il tema centrale è la morte, che crea dolore, che ci fa chiudere in noi tessi e che ci fa odiare tutto e tutti: probabilmente è una dedica a Tara Browne, cara amica di Brian morta in un incidente d’auto. Non mancano riferimenti ad altri autori o poeti, come nel verso “I have to turn my head until my darkness goes” preso dal romanzo “Ulisse” di James Joyce o “I wanna see the sun blotted out from the sky” ispirato dalla poesia “Funeral Blues” di Wystan Auden.

TESTO & TRADUZIONE

I see a red door and I want it painted black
No colors anymore I want them to turn blackI see the girls walk by dressed in their summer clothes
I have to turn my head until my darkness goesI see a line of cars and they’re all painted blackWith flowers and my love, both never to come back
I see people turn their heads and quickly look away

Like a newborn baby it just happens ev’ryday
No more will my green sea go turn a deeper blue

I could not forsee this thing happening to you
If I look hard enough into the setting sun
My love will laugh with me before the morning comes

I look inside myself and see my heart is black
I see my red door and it has been painted black

Maybe then I’ll fade away and not have to face the facts
It’s not easy facing up when your whole world is black

I see a red door and I want it painted black
No colors anymore I want them to turn black

I see the girls walk by dressed in their summer clothes
I have to turn my head until my darkness goes

I wanna see it painted black, painted black
Black as night, black as coal
I wanna see the sun, blotted out from the sky
I wanna see it painted, painted, painted, painted black

Vedo una porta rossa e la voglio dipingere di nero
Basta colori, voglio che sia tutto neroVedo le ragazze passare con i loro vestiti estivi
Devo voltarmi finche l’oscurità se ne vaVedo una fila di macchine e sono tutte nere
I fiori ed il mio amore non torneranno piùVedo la gente che si volta e poi guarda subito da un’altra parte
Come un bambino appena nato,
è una cosa che succede ogni giorno

Guardo dento di me e vedo che il mio cuore è nero
Vedo la mia porta rossa che è stata dipinta di nero

Forse scomparirò e non dovrò affrontare la realtà
Non è facile affrontarla quando tutto il tuo mondo è nero

Mai più il mio mare verde diventerà di un blu intenso
Non sono riuscito a prevedere che questa cosa sarebbe successa a te

Se guardi bene nel sole che tramonta
Il mio amore riderà con me prima che arrivi il mattino

Vedo una porta rossa e la voglio dipingere di nero
Basta colori, voglio che sia tutto nero

Vedo le ragazze passare con i loro vestiti estivi
Devo voltarmi finche l’oscurità se ne va

Voglio vedere tutto dipinto di nero
Nero come la notte, nero come il carbone
Voglio vedere il sole spazzato via dal cielo
Voglio vedere tutto nero nero nero

Il singolo e l’album escono in uno dei momenti più creativi e spettacolari della storia del rock’n roll dei sixties. La tirannia delle classifiche e dei singoli incisi sui 7′ pollici andava scemando per lasciar spazio ai 33 giri dando importanza all’intero album e non alle poche hit che giravano in radio; e i rolling stone con Paint it Black e Aftermath riescono a dare la giusta risposta a Rubber Soul dei Beatles.

Inoltre la fama del gruppo andava via via affermandosi grazie anche alle numerose leggende a base di alcol, droga e sesso a cui i media davano adito, come la burrascosa relazione fra Jagger e la giovane, aristocratica Marianne Faithfull, passata da simbolo della delicatezza e della spensieratezza, all’emanazione del male e dell’inferno dopo essere stata trovata coinvolta in una retata durante un festino a base di droghe, insieme con Mick Jagger e Keith Richards (le leggende,sempre smentite, raccontano che i polizziotti trovarono Jagger impegnato in una bizzarra pratica sessuale con la Faithfull ed una barretta di cioccolato Mars.)

CLASSIFICHE:

Il singolo raggiunse la prima posizione sia nelle classifiche Stati Uniti d’America che Regno Unito nel 1966. Nel 2004, la canzone ha guadagnato la posizione numero 174 nella lista delle Lista delle 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone della rivista Rolling Stone.

CURIOSITA’:

  • Dopo essere stata usata nei titoli di coda del film Full Metal Jacket, viene spesso associata alla guerra in Vietnam.
  • La virgola presente nel titolo dei primi dischi stampati è stata imposta dalla casa discografica, e secondo alcuni dava un tono razzista al titolo che diventava da “dipingilo di nero”, a “dipingilo, nero”.
  • Caterina Caselli reinterpretò il brano in italiano intitolando “Tutto Nero“.