Intervista a Chuck Berry su Repubblica

da Repubblica del 19 luglio 2010
pagina 35 – sezione: SPETTACOLI E TV

Chuck Berry

Chuck Berry

Potessimo avere una foto del momento esatto in cui nel 1955 a Chicago Chuck Berry consegnò la sua “Maybellene” al discografico Leonard Chess, sarebbe come avere tra le mani un’istantanea del big bang dell’universo rock.

Berry fu quella scintilla: prima di lui c’era il blues e il country, dopo di lui si cominciò a parlare di rock’n’roll. I Beatles e i Rolling Stones hanno iniziato risuonando le sue canzoni, e quando John Lennon e Keith Richards si sono ritrovati su un palco con lui si sono fatti piccoli piccoli, rispettosi come ragazzini di fronte al genio della lampada.

 

  • Signor Berry, quando cominciò a suonare lei era consapevole di essere l’iniziatore di una rivoluzione musicale?

«Cominciai a suonare solo per compiacere me stesso. Allora, come del resto anche oggi, amavo il blues e la musica country, e mischiandole nella mia testa ho creato il mio suono»

  • Come si sente quando qualcuno dice che senza di lei non ci sarebbero stati i Beatles, i Rolling Stones o Bob Dylan?

«È vero, molti dicono che non ci sarebbero stati né Beatles, né Stones, né Dylan se non fosse stato per me. Ma non è del tutto vero. La musica è in continua evoluzione e ogni musicista suona ciò che gli frulla per la testa, è proprio quello il modo in cui ognuno raggiunge il suo suono. Ovviamente, ciò che ogni nuovo musicista realizza ha il suo fondamento nella musica che egli ha ascoltato e che ascolta intorno a lui, alla radio o nei club e negli altri luoghi in cui si suona musica dal vivo. Tutto questo contribuisce a disegnare il suo percorso musicale. Dunque in questo senso è vero, tutti questi artisti nei loro primi album realizzarono cover delle mie canzoni, sono andati avanti nel loro percorso partendo proprio dalla musica che avevano ascoltato nei miei dischi. Del resto anch’io ascoltavo la musica di Louie Jourdan, di Hank Williams Sr. e di Muddy Waters: è quello il background del mio suono»

  • Ci sono fattori o elementi specifici che hanno determinato il passaggio dal blues al rock’n’roll?

«La verità è che la gente continua a fare musica. Ogni persona, specialmente ogni innovatore, rielabora la musica che ascolta e il suono che produce è ciò per cui viene ricordato»

  • Ha mai provato un vero sentimento di rivalità nei confronti di Elvis Presley?

«Elvis era Elvis, un musicista unico nel suo genere. Chuck Berry è Chuck Berry. La mia unica competizione è quella che vivo con me stesso per realizzare bei concerti e per migliorare sempre la mia musica»

  • Cosa significa oggi per lei ritrovarsi su un palco a suonare la sua musica?

«Amo suonare. E mi diverto ancora a fare i miei show. Ho 83 anni e mi aspetto di poter suonare fino a quando ne avrò 100: il mio agente mi ha detto che fino ad allora lui continuerà ad organizzare serate per me»

  • Ascolta la musica di oggi? E ci sono artisti nuovi che preferisce?

«Ascolto le nuove band e amo il loro entusiasmo. È una grande cosa vedere questi ragazzini darsi da fare, ma nel mio cuore mi piacciono ancora BB King, Michael Jackson, Aretha Franklin e Hank Williams Senior»

Chuck Berry

A 83 anni Berry torna a suonare in Italia, il 6 agosto 2010 al festival Summer Jamboree di Senigallia.

CARLO MORETTI

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The Great Twenty-Eight

Posizionato al numero 21 nella lista dei “500 migliori album di tutti i tempi” secondo Rolling Stone, è “The Great Twenty-Eight”, una raccolta di canzoni di Chuck Berry, pubblicata nel 1982 dalla Chess Records.

Berry scrisse alcune delle più grandi canzoni del rock and roll: “Sweet Little Sixteen”,  “Around and Around”, “Rock and Roll Music”, “Roll Over Beethoven” e “Johnny B. Goode” giusto per citarne alcune.

Il numero di ‘hits’ presenti in un unico album, rende questa raccolta una  “Antologia” del rock and roll. Ecco le tracce del disco, tutte scritte da Chuck Berry:

  1. “Maybellene” – 2:18
  2. “Thirty Days” – 2:24
  3. “You Can’t Catch Me” – 2:42
  4. “Too Much Monkey Business” – 2:53
  5. “Brown Eyed Handsome Man” – 2:17
  6. “Roll Over Beethoven” – 2:23
  7. “Havana Moon” – 3:05
  8. “School Days” – 2:40
  9. “Rock and Roll Music” – 2:30
  10. “Oh Baby Doll” – 2:33
  11. “Reelin’ and Rockin'” – 3:14
  12. “Sweet Little Sixteen” – 2:55
  13. “Around and Around” – 2:35
  14. “Carol” – 2:46
  15. “Beautiful Delilah” – 2:08
  16. “Memphis” – 2:12
  17. “Sweet Little Rock and Roller” – 2:20
  18. “Little Queenie” – 2:38
  19. “Back in the U.S.A.” – 2:25
  20. “Let It Rock” – 1:50
  21. “Bye Bye Johnny” – 2:03
  22. “I’m Talking about You” – 1:48
  23. “Come On” – 1:50
  24. “Nadine (Is It You?)” – 2:30
  25. “No Particular Place to Go” – 2:44
  26. “I Want To Be Your Driver” – 2:15
DOWNLOAD! Ecco il link per trovare l’album: QUI

“Roll Over Beethoven” – Chuck Berry

‎”Perdonaci, rotola via e ascolta un po’ di questo”

Chuck Berry

Long Island, NY 1974

E’ così che in questo singolo Chuck Berry si rivolge al caro Beethoven, esprimendo la volontà del rock and roll di rimpiazzare la musica classica.

Berry scrisse la canzone come un ironico omaggio alla sorella Lucy, i cui interminabili esercizi di musica classica al piano di casa lo facevano uscire di testa. La canzone venne pubblicata su singolo dalla Chess Records nel maggio 1956, divenendo una delle canzoni più reinterpretate della storia della musica popolare.

Ed eccolo qui a riproporre in live il brano nel suo stile trasgressivo ed inconfondibile. Chuck fu uno dei primi e dei principali artisti rock che diede un ruolo fondamentale alla chitarra elettrica, dilungandosi negli assoli, eccitando moltitudini di adolescenti con le sue sensuali mosse.

Testo:

I’m gonna write a little letter,
gonna mail it to my local DJ
It’s a rockin’ rhythm record
I want my jockey to play
Roll Over Beethoven, I gotta hear it again today

You know, my temperature’s risin’
and the jukebox blows a fuse
My heart’s beatin’ rhythm
and my soul keeps on singin’ the blues
Roll Over Beethoven and tell Tschaikowsky the news

I got the rockin’ pneumonia,
I need a shot of rhythm and blues
I think I’m rollin’ arthiritis
sittin’ down by the rhythm review
Roll Over Beethoven rockin’ in two by two

Well, if you feel you like it
go get your lover, then reel and rock it
Roll it over and move on up just
a trifle further and reel and rock it,
roll it over,
Roll Over Beethoven rockin’ in two by two

Well, early in the mornin’ I’m a-givin’ you a warnin’
don’t you step on my blue suede shoes
Hey diddle diddle, I am playin’ my fiddle,
ain’t got nothin’ to lose
Roll Over Beethoven and tell Tschaikowsky the news

You know she wiggles like a glow worm,
dance like a spinnin’ top
She got a crazy partner,
oughta see ‘em reel and rock
Long as she got a dime the music will never stop

Roll Over Beethoven,
Roll Over Beethoven,
Roll Over Beethoven,
Roll Over Beethoven,
Roll Over Beethoven and dig these rhythm and blues

45'

Roll Over Beethoven - Chuck Berry (Maggio 1956)